L'A.n.v.v.f.c. di Montelibretti interviene nelle attività di antincedio boschivo Le attività di antincendio boschivo hanno ufficialmente inizio il 15 giugno di ogni anno e proseguono per tutta la stagione estiva fino a settembre inoltrato. Un volontario di Protezione Civile che decida di mettersi a disposizione nelle attività antincendio deve aver frequentato un corso di formazione per apprendere le principali tecniche e le fondamentali nozioni teoriche e deve ricevere l'idoneità alla lotta diretta al fuoco che si ottiene sottoponendosi ad accertamenti medici che si ripetono ogni anno.


E' la Sala Operativa della Regione Lazio che coordina tutte le attività di spegnimento di un incendio boschivo.

L'arrivo di una segnalazione di un incendio avvistato mette in moto un preciso meccanismo in cui hannno un ruolo tutti i principali attori dell'antincendio. In primo luogo Corpo Forestale dello Stato e VIgili del Fuoco, che vengono immediatamente allertati e mettono a disposizione i mezzi e le attrezzature necessarie ad effettuare un particolare intervento. Ma la macchina dello spegnimento degli incendi boschivi è composta anche dalla Protezione Civile, dalle sue figure istituzionali e dalle centinaia e centinaia di volontari formati e addestrati per intervenire nella lotta agli incendi. Gli operatori della Sala Oprativa allertano infatti le delegazioni dotate di mezzi e attrezzature idonei presenti nelle vicinanze dell'area interessata e le allertano telefonicamente o via radio di recarsi sul luogo. I volontari svolgono anche uno straordinario servizio di avvistamento e sorveglianza delle aree a rischio, che permette di controllare costantemente la situazione e di sventare eventuali tentativi di appiccare incendi da parte di malintenzionati.

Gli incendi boschivi non sono tutti uguali. In base infatti alla tipologia di vegetazione interessata possono infatti suddividersi in alcune tipologie:

Gli Incendi di Superficie sono quelli che si sviluppano nel sottobosco e che interessano la parte incolta del bosco, le sterpaglie, il sottobosco ed il fusto (tronco) degli alberi, senza però arrivare a interessarne la parte aerea (rami alti e fogliame). Sono particolarmente dannosi per le piante più giovani (alberelli), poiché la loro morte compromette il rinnovamento del bosco, e danneggiano fortemente il substrato del terreno, che scaldandosi eccessivamente cristallizza diventando più impermeabile alla pioggia (con rischio di smottamenti) e meno ricco di nutrimento. Gli alberi più grandi, fortunatamente, soffrono meno questa tipologia di fuoco, mentre il sottobosco e la sterpaglia vengono completamente compromessi. E' questa la tipologia di incendio più comune nei nostri boschi.



Gli Incendi di Chioma invece sono quelli che interessano la parte alta delle piante (rami e fogliame) e che tramite la chioma degli alberi si propaga per ampissime aree. E' particolarmente pericoloso sia per la sua violenza, che per la sua rapidità di spostamento. E' tipico delle essenze resinose e generalmente non è domabile con i comuni mezzi a disposizione delle squadre antincendio; anzi la sua pericolosità per le squadre a terra è notevole proprio per la sua velocità ed imprevedibilità. Quando interessa anche la superficie del terreno ed il sottobosco è pressoché inavvicinabile dalle squadre AIB. Il danno per gli alberi negli incendi di chioma è gravissimo, poiché l'ardere di rami e foglie lascia le piante senza la possibilità di svolgere la fotosintesi clorofilliana, operazione di respirazione cellulare di importanza capitale per la vita stessa dell'albero.



Gli Incendi Sotterranei sono un particolare tipo di fuoco di bosco, che può determinarsi in situazioni particolari, a fronte di un sottobosco particolarmente degradato ed intricato o in presenza di neve compatta sopra di esso. Si genera quando iniziano a bruciare i materiali organici decomposti nello strato più profondo del sottobosco o dell'humus che ricopre il terreno dei boschi; il modo di bruciare di questi materiali è particolarmente lento e poco visibile poiché difficilmente generano fiamme e fumo in quantità apprezzabili dall'esterno. Può capitare così che l'incendio si propaghi, in maniera latente ed invisibile fra questi materiali, anche per molti metri e sotto lo strato di neve, per poi manifestarsi laddove lo strato di materiale si fa più sottile e le fiamme vengono ravvivate dall'ossigeno atmosferico o dove il materiale combustibile mette in contatto gli strati profondi con la superficie del terreno. E' particolarmente pericoloso perché non essendo facilmente individuabile può aggirare o superare le squadre di terra per poi manifestarsi oltre queste. Il rischio di accerchiamento ed isolamento è dunque in questo frangente molto alto.

Esistono diverse tipologie di intervento per spegnere un incendio boschivo che si differeniano in base alle attrezzature e ai mezzi impiegati:

Interventi da Terra
Sono effettuati in parte da operatori del Corpo Forestale dello Stato ed in numero molto maggiore da squadre di Volontari specializzati, operanti sotto la direzione tecnica del C.F.S.. Le operazioni di spegnimento sono effettuate con utensili a mano, quali flabelli, rastri, roncole, motopompe, soffiatori, ecc. e sono finalizzate allo spegnimento dei bordi dell'incendio movendosi verso il centro del fuoco, così da generarne un'autoestinzione per carenza di combustibile. Rarissimamente e solo in vicinanza di strade forestali si può disporre anche di acqua, caricata su pompe carrellate od autopompe, che si rivela molto utile per bagnare l'area non ancora percorsa dalle fiamme e per le eventuali operazioni di bonifica (spegnimento dei piccoli focolai perché non reinneschino l'incendio tramite il volo di piccoli tizzoni e braci). Non più attuata, poiché pericolosa e complicata, è invece la tecnica di terra cosiddetta del ControFuoco, che consiste nel generare un secondo "incendio" volontario, in direzione opposta all'avanzare del fronte principale del fuoco, cosicché bruci un'area abbastanza vasta da non consentire poi il dilagare dell'incendio primario.

Interventi con l'Elicottero
Sono gli interventi la cui tecnica operativa ha permesso di avere finalmente un'arma davvero efficace contro gli incendi boschivi. L'agilità, la manovrabilità e la grande capacità di carico di queste macchine volanti ha consentito di portare grandi quantità d'acqua proprio sul fronte del fuoco, laddove nessun uomo potrebbe arrivare vuoi per la temperatura, vuoi per l'angusta orografia. Gli elicotteri, specie se di media grandezza o piccoli, riescono a collocare tonnellate di acqua polverizzata con una precisione millimetrica, riuscendo così a spegnere immensi focolai e lasciando alle squadre di terra il solo compito della bonifica. Gli elicotteri infine possono trasportare le squadre antincendio velocemente ed efficacemente proprio nei pressi del fuoco, garantendo interventi rapidi e quindi maggiormente efficaci a fronte di incendi che magari si stanno ancora sviluppando.

Interventi con il Canadair
Il Canadair è uno degli aeroplani più incredibili che siano mai stati concepiti dagli ingegneri aeronautici. Si tratta in pratica di grandi autobotti del cielo, dotate di un'estrema manovrabilità e di una rapida procedura di riempimento "in volo". La loro opera è certosina negli ampi spazi, quali vallate, pianure, pinete marittime, ma a causa della loro "stazza" operano con una certa imprecisione negli spazi angusti montani, senza poter raggiungere gli anfratti e le gole, come può fare invece un elicottero. Per questo la loro opera in Lombardia è limitata solo ai grandi incendi vicino agli specchi d'acqua (vedi alto Garda bresciano) o ai casi di estrema gravità, dove anche una sola goccia in più d'acqua trasportata può essere importante.

Il personale impiegato deve essere fornito di tutta una serie di DPI (Dispositivi di Protezione individuale) che permettono di operare nella massima sicurezza. I DPI per l'antincendio boschivo sono:

Un casco per l'Antincendio boschivo Operatori correttamente equipaggiati per l'antincendio